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Spesso i familiari di persone a cui viene diagnosticata una malattia degenerativa come la demenza vivono una condizione molto dolorosa che può essere definita “lutto anticipatario”. Il nostro caro è ancora fisicamente insieme a noi ma inizia a non essere più la persona che conosciamo. Questo ci porta ad affrontare un processo emotivo di lutto nonostante il nostro caro sia ancora in vita.
Vivere un lutto attiva quattro fasi emotive che sono simili al vissuto di una persona con un familiare a cui viene diagnosticata una demenza:

  1. “La prima fase è quella dell’incredulità ed è caratterizzata dal non riuscire a realizzare che quello che è successo sia realmente vero. Questa fase  del lutto  ricorda  il  momento della diagnosi di una malattia degenerativa. Spesso la diagnosi è accompagnata da una  sensazione di  stordimento e  di non realizzazione  di ciò che è avvenuto.
  2.  Dopo la diagnosi piano piano si prende consapevolezza  e  come nel lutto  si attiva una  fase  di  ricerca e  di  protesta  accompagnata da intenso dolore.  Nel lutto si ricerca la persona perduta, si rivivono i ricordi e gli eventi che hanno portato alla morte del proprio caro e si rimugina su cosa si sarebbe potuto fare di diverso. Alcune persone partono alla ricerca della persona defunta, sperando di intravvederla  tra la folla o nei luoghi che più amava.  In questa fase spesso si   reagisce  con rabbia  anche  verso  la persona scomparsa  nel tentativo di farla tornare. Questa fase del lutto ricorda  le fasi iniziali delle malattie degenerative che vedono spesso  i  familiari ripensare agli eventi prima della diagnosi, ai segnali che avrebbero potuto presagire ciò che sarebbe avvenuto  e che avrebbero potuto portare ad una diagnosi  anticipata e ad un decorso forse diverso.   Si può attivare un atteggiamento di  iper-protezione  verso il proprio caro come difesa dal dolore di osservare  le sue mancanze. e un  comportamento  critico volto a far ragionare l’altro nel tentativo di farlo tornare com’era.   Si vive nel ricordo della persona che era e  non si tende a vedere quella che è qui ora, rivolendo l’altra.
  3. La terza fase del processo di lutto è quella della disperazione. Le continue delusioni portano sempre più alla presa di coscienza della impossibilità di recuperare ciò che si è  perduto e  ciò porta all’insorgere di  apatia  e umore depresso e ci si sente sempre più soli.
  4. Nella quarta fase avviene il processo di accettazione. Nel processo di lutto sano si ha quindi una graduale presa di coscienza e accettazione del cambiamento  avvenuto  con una conseguente riorganizzazione del proprio mondo interno. “

Così facendo, però, perdiamo la possibilità di “vivere” ancora la persona a cui vigiliamo bene e che, anche se con modalità nuove, è ancora vicino a noi. E’ vero, è molto difficile accettare che il nostro caro non sia più quello di una volta ma perchè rinunciare a quello di cui possiamo ancora godere?  Come la persona che è ancora qui con noi?

Se impariamo a lasciar andare il passato e l’immagine della persona che ormai non è più riusciremo a trovare una nuova dimensione ed un nuovo equilibrio con la persona che è vicino a noi in questo momento.
Non pensi che valga la pena dare questa opportunità a te ed al tuo caro?

Fonte http://www.psicologo-ancona.com/psicologiaanzianodemenzaancona/il-lutto-anticipatorio-nelle-demenze-le-reazioni-dei-familiari

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