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a cura di Maria Cristina Baratto,
Ostetrica, consulente professionale di allattamento al seno ibclc

 

mamma insonne

 

 

Ricordo che, ormai 19 anni fa, avevo da poco partorito una bimba e, ben presto, come tante altre mamme, mi ero ritrovata a riflettere sull’argomento “sonno” dei bambini piccoli.

Certo, le informazioni inerenti a questo tema non mi mancavano (a “causa” della mia professione di ostetrica), ma mi sembrava che nulla potesse essere sufficiente ad aiutarmi ad accogliere e gestire con “competenza” i risvegli notturni della mia bambina. Inizialmente non mi sembravano un problema: risveglio per la poppata, poi eventuale cambio del pannolino, poi qualche altra succhiatina per farla contenta e accompagnarla nel sonno e infine arrivava il tempo per tornare a dormire. Non avevo difficoltà a riaddormentarmi, ma, malgrado ciò, ho iniziato molto presto a pormi quella domanda che mi sono sempre sentita porre dalle mamme con cui lavoro e sono certa che mi verrà posta ancora a lungo: quando inizierà a dormire tutta la notte la mia bimba? Desiderosa di trovare una risposta, mi sono confrontata con colleghe, amiche e consulenti della Leche League e velocemente mi sono ritrovata tra le mani il libro che faceva per me.

Un libro pubblicato da La Leche League International (associazione internazionale di volontariato, apolitica, aconfessionale e non a scopo di lucro, il cui obiettivo è offrire informazione, incoraggiamento e sostegno alle mamme che desiderano allattare al seno i loro figli) dal titolo Genitori di giorno e … di notte. Come far dormire vostro figlio, scritto da un pediatra americano di nome William Sears. Un titolo invitante, che ne dite?

 

sonno-neonti

 

Ho iniziato subito a leggerlo, tra e durante le poppate (ebbene sì, io trascorrevo talmente tanto tempo con la mia piccola al seno – o almeno a me così sembrava – da leggere anche durante le poppate – mi sembrava una buona idea senza togliere nulla a mia figlia. So che ci sono mamme che quando allattano ritengono più logico pensare solo alla poppata e bimbi che esigono che durante la poppata la mamma si dedichi solo a loro: tanto per citare Woody Allen mi vien da dire: “basta che funzioni!”).

Mi ero talmente appassionata a questa lettura da ritenere di aver finalmente trovato le risposte alle mie domande. E cioè: Avevo forse trovato il modo di dormire più ore? Ero riuscita a convincere la mia bambina che dormire la notte significasse trascorrere un tempo di migliore qualità? Avevo finalmente capito che i bimbi, anche se piccoli, non hanno bisogno di mangiare la notte (fanno solo delle storie?)? Ebbene, la risposta a queste ed altre domande era: NO.

Mi spiego meglio. Ho continuato a svegliarmi per le poppate e ho continuato a gestire la notte più o meno come sempre (in effetti avendo già pensato in precedenza a ciò che il Dott. Sears proponeva, ho avuto soprattutto delle conferme): poppata, a volte cambio del pannolino, un’altra poppatina di contentino e poi finalmente si riprendeva a dormire. Ma ho fatto tutto con uno spirito diverso, vedendo gli eventi da una prospettiva diversa. Ho compreso l’importanza e il significato dei risvegli notturni, ho capito che i bimbi dormono diversamente da noi adulti e ciò ha un senso. Ho capito che se per mia figlia svegliarsi la notte era una necessità, io le sarei rimasta accanto. Non avrei voluto fare la mamma “diurna” dimenticando il mio ruolo di mamma anche “notturna”.

In fondo i figli crescono velocemente. Quanto tempo rappresentano i risvegli notturni nell’arco di una vita? Forse poco (anche se quando li vivi non sembrano poco) e infatti, in men che non si dica, mi sono ritrovata con una figlia già iscritta all’Università.

Voi direte: ma per tante mamme diventa davvero pesante occuparsi di un figlio la notte e ciò che ho scritto sembra solo una favoletta a lieto fine. Molte mamme pensano che la scelta migliore sia smettere di allattare, così di notte il bimbo dorme o può occuparsene anche il papà.

Chissà…. A volte è così difficile capire qual è la scelta più giusta. Ma è proprio per questo che è importante ed utile parlare del lavoro notturno delle mamme. É anche prezioso confrontarsi tra mamme per sostenersi e creare solidarietà. Per capire come ognuna si può organizzare per rendere il lavoro più leggero. Già, perché se si riflette, anche con l’aiuto degli scrittori o degli addetti ai lavori, si può scoprire che, a volte, apportando qualche piccolo cambiamento si può
stare meglio.

Come ad esempio riflettere sulla sistemazione notturna della famiglia, capire quali differenze ci sono tra il sonno dei bambini e degli adultiriconoscere e gestire i bimbi più esigenti senza pensare che siano solo dei “disturbatori” del riposo dei genitori. E tanto altro!!!

Ma torniamo al libro. Dopo il libro sopra citato sono stati pubblicati alcuni altri libri sul sonno dei bambini. Alcuni con cui mi sono trovata in disaccordo, come ad esempio il famosissimo “Fate la nanna”, ed altri in accordo con il mio pensiero, come “Facciamo la nanna” (nato come risposta al precedente citato). Ricordo che, alla presentazione di quest’ultimo libro, l’autrice, la Dott.ssa Grazia Honegger Fresco, mi ha scritto, come a tutti, una dedica nella prima pagina del libro: “Per Cristina, che è fortunata”. Fortunata in quanto allora mia figlia aveva undici anni e ormai dormiva tutta la notte da moltissimo tempo.
Il libro a cui, però, sono sempre rimasta legata in modo particolare, è il libro del Dott. William Sears. Forse perché nelle parole scritte ho sempre letto non solo l’esperienza di qualcuno che ha il desiderio di aiutare le famiglie, prodigandosi in spiegazioni e indicazioni nel rispetto di tutti i genitori, ma anche un affetto particolare, di cui forse io in quei tempi passati, divenuti ormai solo un ricordo, avevo bisogno.

 

dormire bene

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