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Qual è la prima cosa che viene in mente quando si parla di parto?
La bellezza di un bimbo o di una bimba appena nato o nata?
La gioia di diventare mamma?

Sì, certo, questi pensieri arrivano e sono importanti, ma in genere non sono i primi.
E allora qual è il primo? Cosa ne dite, il dolore del parto? Sì, è proprio così. Si pensa
subito al dolore.
Direi che temere il dolore è ragionevole e legittimo.
Ricordo la prima volta che, da bambina, ho saputo dell’esistenza del dolore del parto.
Ero andata a trovare una vicina di casa, che aveva partorito il suo primo bambino. Non
ha potuto fare a meno di parlarmi del dolore, chissà perchè… E, in quel momento,
mentre ascoltavo le sue parole, sentivo un’onda di paura che attraversava tutto il mio
corpo. Avete presente? Vi è mai capitato?

Se ci penso, riesco ancora a sentirla.
Mi sono subito chiesta: come farò a far nascere i miei bambini, quando sarà il
momento? Già, perchè allora sapevo che un giorno sarei diventata mamma.
Ma non immaginavo certo che sarei diventata ostetrica e che sarei rimasta accanto ad
altre donne proprio nel momento del parto, del dolore, per sostenerle.
E così un giorno sono diventata ostetrica.
Presto ho iniziato a sentirmi incuriosita dalle contrazioni, dalla sensazione di avere un
bimbo o una bimba nella pancia, che, a un certo punto, attraversa una parte del corpo
della mamma per nascere. Non vedevo l’ora di vivere e di assaporare le sensazioni di
quel passaggio.
L’onda di paura si era come sostituita ad un desiderio intenso. Meno male.

E un giorno è arrivato anche il mio parto. Finalmente ho avuto l’opportunità di
confrontarmi con ciò che in qualche modo faceva già parte della mia vita. E’ stata una
esperienza profonda, intensa, splendida, ma anche dolorosa, che, in seguito e per varie
ragioni, non ho più vissuto. E mi è mancata.
Non pensate che io sia una persona che ama sentire il dolore fisico, non è proprio così.
Io, come tutte o quasi, temo il dolore.
Ma credo e sento di poter dire che il dolore del parto ha davvero un significato
particolare. E’ qualcosa che non si può paragonare a nulla e che coinvolge le emozioni in
un modo speciale. Rende più forti (a volte ci si sente potentissime dopo aver
partorito!), trasforma, dà la vita, porta un bimbo o una bimba, porta gioia in una
famiglia. In effetti se non fosse proprio così, credo che tante donne non
ripeterebbero l’esperienza e, invece, molte lo fanno. Anche le donne che magari non
hanno vissuto un parto semplice. Siete d’accordo?
Si tratta di un’ esperienza che vale davvero la pena vivere. Vi sto convincendo?
No, non è convincervi il mio intento, ma portarvi a riflettere per poi trovare la vostra
risposta, la vostra strada.
Forse voi penserete: la nascita è bella, sì, ma lo sarebbe di più se il dolore non ci
fosse. Certo, sarebbe bello. Ma c’è.
E’ vero, esistono modi per diminuire il dolore e ogni donna è certamente libera di
scegliere di vivere la nascita servendosene.

 

Magari, però, prima di scegliere può essere utile conoscere le risorse che il corpo
possiede per far fronte al dolore e quante cose si possono fare durante il travaglio e il
parto per sostenere e accompagnare una donna con dolcezza. Forse se ne parla ancora
troppo poco. Chissà…
Vi lascio alle vostre riflessioni.
Un caro saluto.
Maria Cristina Baratto

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