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caregiver

 

Recenti studi hanno dimostrato come la percentuale di malati di Alzheimer cresca e come le famiglie restino il centro dell’assistenza informale. Per poter essere sostenibile, però, questo tipo di modello deve arricchirsi con supporti e servizi che riducano l’isolamento sociale e la fatica connessi all’attività di assistenza.

Per questo motivo il nostro centro adotta un approccio multidisciplinare quando si occupa del paziente affetto da Demenza ed offre servizi differenziati e personalizzati, che vanno dall’assistenza domiciliare di base con personale qualificato alle prestazioni sanitarie specialistiche, compresa la valutazione neuropsicologica e la riabilitazione cognitiva.
Inoltre, dedichiamo sempre molta attenzione ai caregivers familiari, sui quali pesa la fatica fisica ed emotiva di una situazione sanitaria molto complessa, anche perchè degenerativa. Per questi ultimi organizziamo periodicamente, infatti, degli incontri pratici, durante i quali i nostri medici specialisti danno consigli e spiegano come affrontare specifici problemi connessi alla malattia come, ad esempio, l’agitazione serale, i disturbi del sonno, le allucinazioni ed i deliri e molto altro.

“Il caregiver dedica al malato di Alzheimer 4,4 ore al giorno di assistenza diretta e 10,8 ore di sorveglianza. Con pesanti effetti sul loro stato di salute, in particolare tra le donne: l’80,3% accusa stanchezza, il 63,2% non dorme a sufficienza, il 45,3% afferma di soffrire di depressione, hpw il 26,1% si ammala spesso.

«Oggi l’obiettivo di una cura efficace per i malati di Alzheimer sembra essere più vicino, ma è importante che, oltre al frenetico lavoro degli scienziati, anche i sistemi sanitari e la società in generale riflettano su quale sia un possibile modello di gestione della patologia e delle sue ricadute socio-sanitarie», ha detto Eric Baclet, Presidente e Ad di Lilly Italia. «Siamo certi che, di fronte ai dati epidemiologici e all’impatto socio-economico di questa patologia, solo attuando uno sforzo sinergico tra tutti gli attori potremo trovare una strategia di azioni sostenibili, volte a migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei loro caregiver: dalla prevenzione alla diagnosi certa, dai trattamenti farmacologi al percorso assistenziale adeguato ai bisogni», ha concluso Baclet.

«I tre studi realizzati da Censis e Aima negli ultimi sedici anni evidenziano come stia progressivamente cambiando il mondo dei malati di Alzheimer e delle loro famiglie», ha detto Ketty Vaccaro, responsabile dell’Area Welfare e Salute del Censis. «È un mondo che invecchia e cresce l’impatto della malattia in termini di isolamento sociale. La famiglia è ancora il fulcro dell’assistenza», ha concluso Vaccaro.”

Fonte www.ansa.it

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2016/02/24/alzheimer600mila-malati-in-italia-11-miliardi-per-le-cure_271c78ee-f542-4ebe-9e6a-91bff449130c.html

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