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 ALUNNI CON DISABILITA’  

Quali effetti ha avuto il Covid-19 sull’apprendimento scolastico dei bambini con disabilità?

Una risposta a questa domanda ci viene dall’Istat.

L’Istat è un ente pubblico che si è sempre occupato di analizzare le informazioni statali. Nel 2020 si è concentrato sull’esaminare il funzionamento della DAD, ovvero la didattica a distanza, nelle scuole italiane. L’ultimo report, pubblicato ad inizio dicembre, si è concentrato in particolare sugli effetti che la didattica a distanza ha avuto sugli studenti con disabilità, facendo emergere un quadro preoccupante di scarsa inclusione scolastica di questi ultimi.  

L’Istat è riuscito ad evidenziare quali siano stati i maggior ostacoli che hanno impedito la partecipazione degli alunni con disabilità alle lezioni, tra questi è possibile trovare:

  • Le patologie di cui gli alunni sono affetti;
  • La scarsa partecipazione dei familiari;
  • Il disagio socio-economico.

Inoltre, sono stati rilevate delle motivazioni maggiormente legate al contesto scolastico:

  • Piano educativo scarso che non è riuscito a gestire al meglio la DAD;
  • Mancanza di strumenti tecnologici;
  • Mancanza di ausili didattici specifici.

Queste problematiche hanno impedito al 23% degli alunni con disabilità di partecipare alle lezioni, negando loro sia un’istruzione adeguata sia una idonea socializzazione con i propri compagni.

Infine, un elemento decisivo per la qualità del percorso formativo degli alunni con disabilità sono gli insegnanti di sostegno, figure professionali a supporto dell’istruzione dell’alunno. A livello nazionale il rapporto insegnate e alunno è pari a 1 insegnante ogni 6 alunni.
Nonostante questo, mancano ancora moltissimi insegnati specializzati nelle problematiche degli alunni con disabilità, infatti il 36% dei docenti viene selezionato dalle liste curriculari e non ha una formazione adeguata a prendersi cura di studenti portatori di bisogni speciali.

 DIRITTI DEI BAMBINI DISABILI A SCUOLA

A None, una cittadina piemontese che dista solo 13 km da Torino, qualche mese fa è successa una cosa straordinaria, quasi mai vista nelle scuole elementari, che ha attirato l’attenzione di molti genitori, insegnati e bambini della zona. 

Lunedì 26 ottobre gli studenti della scuola Rodari, che frequentano la quarta elementare, decisero di protestare contro la scuola per solidarietà nei confronti di un loro compagno disabile che, in questo momento complicato in cui ci troviamo a vivere, si trova a dover frequentare la scuola senza una insegnante di sostegno.

Sotto la pioggia, con cartelli alla mano e nel rispetto di tutte le regole vigenti nella regione in materia di distanziamento sociale, incominciarono la loro protesta di 30 minuti per difendere i diritti del loro amico e sostenerlo in questo modo nella battaglia contro il sistema scolastico.

La mamma del bambino in questione spiega: “Mio figlio lo porto a scuola solo per 16 ore a settimana, quando è presente in aula una educatrice mandata dal Comune. L’istituto ha previsto, per il momento, alcune ore di sostegno con insegnati a rotazione, ma questa situazione crea in mio figlio confusione e quindi preferisco tenerlo a casa”.

Sono molte le mamme dei bambini disabili che si trovano a pensarla allo stesso modo e che sono costrette a fare scelte che penalizzano i bambini che, invece, vorrebbero stare in compagnia dei loro compagni e imparare cose nuove.

Un fattore che accumuna molte scuole italiane, purtroppo, è il problema della nomina degli insegnanti di sostegno. Infatti, questi ultimi dovrebbero essere nominati dal ministero dell’istruzione all’inizio di ogni singolo anno, se l’insegnante non ha cattedra fissa, in maniera tale da assistere tutti gli studenti con disabilità al meglio fin dal primo giorno di lezione. Tuttavia, questo anno 2020 rispetto agli anni precedenti, dove già si potevano constatare dei ritardi di assegnazione delle cattedre, ha visto l’aggravarsi del problema a causa dell’arrivo del Coronavirus.
Secondo quanto detto da molti dirigenti scolastici, infatti, l’arrivo del virus ha portato dei rallentamenti all’interno del sistema, impedendo in questo modo le assegnazioni delle cattedre in tempi brevi dal primo suono della campanella dell’anno 2020-2021.

In generale, gli insegnati sono un punto di riferimento imprescindibile per tutti gli studenti che hanno la necessità e la voglia di imparare e crescere. Infatti, è proprio grazie all’insegnante di sostegno fissa che molti studenti continuano ad avere la volontà di acquisire nuove conoscenze, riuscendo in questo modo a tirare fuori il meglio di se. Questo però non è possibile se gli studenti sono costretti a stare a casa o imparare grazie all’aiuto dei genitori, in quanto il genitore non è l’insegnate. In fin dei conti, si tratta di bambini e ragazzi che sono costretti a rimanere distaccati dalla scuola perchè l’amministrazione non si è occupata in tempo della gestione degli insegnanti e questo potrebbe generare in loro sentimenti negativi che andrebbero ad aggiungersi agli effetti negativi che abbiamo illustrato sopra (ripercussioni sul percorso di apprendimento e scarsa socializzazione).

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