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Fisioterapia Parkinson

Se definiamo la malattia come una sregolazione del movimento, la riabilitazione diventa un costante e sistematico “riallenamento” al movimento, con il quale cerchiamo di contrastare la lentezza, la scarsa fluidità e la mancanza di coordinazione, utilizzando la ripetizione di diversi esercizi ben finalizzati.

Non è sorprendente che oltre il 50% delle persone con il Parkinson siano clinicamente depresse e che la stragrande maggioranza cerchi di chiudersi in se stessi invece di cercare aiuto. La triste verità del Parkinson è la mala-informazione.

Alcuni sono riluttanti ad ammettere di avere il Parkinson, quasi come se avessero paura di essere considerati come diversi o più deboli. Eppure, anche un atleta delle Paralimpiadi viene applaudito, perché ha scelto di combattere. Chiunque affronta le avversità con determinazione è più forte!

Secondo un famoso studio (Parkinson Outcomes Project), i primi fattori che distruggono la qualità di vita di una persona con il Parkinson sono l’apatia e la depressione, e non tutti gli ormai noti sintomo motori. Questo punto è essenziale per imparare a convivere con il Parkinson.

Il Parkinson non distrugge la nostra vita ma impone dei limiti a cui dobbiamo adattarci.

La metà dei pazienti in fase avanzata infatti, (5-8 anni dall’esordio della malattia) presenta importanti difficoltà motorie, caratterizzate da fluttuazioni e discinesie (movimenti anormali e scoordinati), a loro volta legate soprattutto alla progressiva riduzione della risposta ai trattamenti farmacologici. 

In questa fase, la gestione terapeutica diventa più complicata, poiché il trattamento farmacologico, nonostante gli aggiustamenti applicati dal medico, in molti casi non è più in grado di tenere sotto controllo la malattia. 

Fisioterapia per Parkinson

Se la malattia incide negativamente sulle funzioni motorie, la riabilitazione consiste in un sistematico “ri-allenamento” al movimento, grazie al quale contrastare sintomi quali la bradicinesia, la rigidità articolare e la mancanza di coordinazione, incontinenza urinaria.

In particolare, il rallentamento motorio e la rigidità comportano modifiche importanti nella postura, nell’equilibrio e nella deambulazione, con gravi ripercussioni a livello della colonna vertebrale e delle altre articolazioni. 

L’esercizio fisico serve a correggere gli atteggiamenti appena descritti, cercando di prevenire l’insorgere di dolori e infiammazioni a carico dei segmenti ossei ed articolari coinvolti. 

Grazie all’esercizio, inoltre, il paziente acquisisce maggior sicurezza nei movimenti, con un conseguente miglioramento dell’umore e una riduzione dell’ansia.

L’intervento del fisioterapista è mirato quindi ad implementare l’autonomia residua del paziente attraverso il miglioramento di mobilità, postura, equilibrio e coordinazione agendo sull’aumento dell’ampiezza dei movimenti e sul miglioramento della forza e del tono muscolare. Esso costituisce quindi una risorsa fondamentale, assieme alle altre figure coinvolte nella presa in carico, per garantire alle persone malate la miglior qualità di vita possibile.

Possiamo concludere dicendo che la fisioterapia non vuole essere un intervento miracolistico in grado di risolvere o anche solo rallentare il decorso della malattia: semplicemente si affianca alla terapia farmacologica sin dall’inizio con lo scopo di contrastare alcuni dei sintomi della malattia e di prevenire i danni secondari conseguenti alla patologia.

Fisioterapia Parkinson domicilio

Per avere maggiori informazioni sui percorsi terapeutici effettuati dai nostri fisioterapisti specializzati nel trattamento della malattia di Parkinson chiamaci ora al 32002374417 e visita la pagina dedicata al servizio di fisioterapia www.assistenzatorino.it/fisioterapia-torino/
I trattamenti vengono erogati presso il domicilio dei pazienti. Il costo è a partire da 45€ a seduta.

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