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Inabilitazione legale

Ormai da diverse settimane la nostra agenzia si sta occupando di fornire strumenti e informazioni utili per proteggere le persone più deboli e fragili. Abbiamo già parlato di Interdizione e di Amministrazione di Sostegno. Oggi vogliamo approfondire l’Inabilitazione.

L’inabilitazione viene applicata a coloro che soffrono di una infermità mentale poco grave e che per questo non richiedere procedure più complesse, come ad esempio l’interdizione.

Inabilitazione per prodigalità

Chi sono le persone che possono essere inabilitate?

L’inabilitazione è prevista per gli infermi di mente, come ad esempio coloro che soffrono di problematiche di prodigalità (quando i comportamenti del malato si traducono in atteggiamenti di vanità, disprezzo ed altro), o per coloro che fanno abuso di sostanze alcoliche o stupefacenti, esponendo loro stessi e le loro famiglie a potenziali problematiche di natura pratica ed economica.

Chi può richiedere l’inabilitazione?

Il processo di inabilitazione può essere richiesto direttamente dalla persona interessata oppure dal coniuge, da una persona stabilmente convivente, dai parenti se entro il quarto grado di parentela, da affini entro il secondo grado e in fine dal tutore o dal Pubblico Ministero.

La persona inabilita sarà in grado di compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione, ovvero tutte quelle azioni che non vanno ad attaccare la consistenza del proprio bene economico. Per tutti gli altri atti di straordinaria amministrazione sarà necessario appoggiarsi ad un curatore.

 RICORSO PER INABILITAZIONE

Chi decide circa l’opportunità di inabilitare una persona?

A instituire l’inabilitazione è il giudice del tribunale del comune in cui la persona risiede o è domiciliata.
La domanda di inabilitazione viene richiesta con ricorso, presentando prove che riescano ad esporre i fatti che hanno portato alla richiesta dell’inabilitazione. Una volta presentati i fatti, sarà il Pubblico Ministero a valutare la domanda, richiedendo se necessario che sia respinta con decreto.
Se il Presidente reputa la domanda fondata andrà a nominare il giudice di turno, il quale fisserà un’udienza di comparazione durante la quale sentirà il singolo interessato e anche tutte le persone che vengono nominate all’interno della domanda di inabilitazione. Il giudice dovrà prendere atto delle prove presentate e, se lo riterrà necessario, potrà richiedere ulteriori informazioni prima di definire la sentenza.
In caso di positività della sentenza sarà nominato un curatore.

Chi è il curatore?

Come in tutti i casi in cui si agisce legalmente per tutelare una persona fragile, il curatore dovrà essere qualcuno che possa in ogni momento rispettare gli interessi del beneficiario del provvedimento.

In questo caso la scelta potrà essere fatta dallo stesso beneficiario oppure dal giudice che nominerà un curatore esterno.

Il curatore esterno potrà essere compreso tra il coniuge, la madre, il padre o il figlio se è maggiorenne. Chiunque di loro venga designato avrà sempre l’obbligo di pensare esclusivamente al bene del paziente, rispettando sempre le volontà dell’inabilitato per gli atti ordinari e richiedendo il consenso al giudice per tutti gli atti di straordinaria amministrazione.

Qualora nascano delle problematiche tra la persona inabilitata e il curatore, il beneficiario potrà fare richiesta di un nuovo curatore che verrà nominato sempre dal tribunale come curatore speciale.

L’inabilitazione può essere revocata?

Nel momento in cui decadano i presupposti che hanno portato alla sentenza dell’inabilitazione, essa potrà essere revocata dal giudice sotto istanza dei parenti più stretti del diretto interessato.

Inabilitazione: quali Costi si devono sostenere?

I costi da sostenere per un procedimento di Inabilitazione consistono in una marca da bollo da 27€.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni sulla procedura dell’inabilitazione puoi contattarci  ai numeri   0117930904 e 3200374417 oppure per mail gaialucia@progetto-assistenza.it  per chiedere una consulenza gratuita da parte del nostro avvocato esperto in diritte del malato e del disabile. 

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