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Ippocrate ne ha parlato nel IV secolo aC; citata poi da Sigmund Freud nel 1926 e da Søren Kierkegaard negli anni ’60, l’ansia non è una sensazione nuova, anzi nei tempi moderni è in notevole aumento, soprattutto fra i più giovani.

Ormai le tecniche per combatterla (o almeno cercare di) sono innumerevoli: dalle medicine, alla terapia cognitiva, fino ad arrivare alla meditazione e allo yoga.

Ricerche dal Regno Unito, sostengono che la generazione Y  (nati negli anni ’80 e ’90) sia l’epoca della disperazione. Sembrerebbe che per questi giovani crescere sia molto più che difficile. Questa angoscia generazionale sembra essere causata dall’aumento della tecnologia, dall’educazione genitoriale, dall’istruzione, ma soprattutto dalla condizione di lusso di troppa scelta.

I ricercatori di Mindlab International hanno cercato di capire quale sia la musica che indurebbe al più alto stato di rilassamento e per farlo, hanno fatto ascoltare una serie di brani ai partecipanti, misurando la loro attività cerebrale, la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il tasso di respirazione.
Questo esperimento ha portato ad una riduzione del 65 per cento dell’ansia complessiva dei partecipanti e una riduzione del 35 per cento dei normali tassi di riposo fisiologici.

Creato dalla Marconi Union, i musicisti hanno collaborato con terapisti per organizzare con cura accordi di armonia, ritmi e linee di basso, che a sua volta rallentano la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna dell’ascoltatore, riducendo altresì gli ormoni dello stress come il cortisolo. Alcuni partecipanti hanno mostrato anche evidenti segni di sonnolenza durante l’ascolto.

Ed ora buon ascolto e buon relax.

 

 

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