Facebookgoogle_plus

L’ambiente di cura ideale per un paziente anziano è senz’altro il suo domicilio. E’ necessario ricorrere all’ospedalizzazione solo quando il paziente non può ricevere cure adeguate in altro ambiente e la sua durata deve essere limitata al tempo necessario a risolvere la fase acuta.

I danni che possono derivare all’anziano da un ricovero ospedaliero sono:

  • Malnutrizione

Nelle circostanze migliori, l’appetito del paziente e le abitudini dietetiche sono marcatamente influenzate durante l’ospedalizzazione. L’ospedalizzazione prolungata aggrava questo problema e spesso determina una importante perdita nutrizionale. La malnutrizione é un problema grave dal momento che un paziente malnutrito non può difendersi dalle infezioni, mantenere l’integrità del mantello cutaneo, cicatrizzare le ferite chirurgiche o sottoporsi a una riabilitazione adeguata.

Molti fattori contribuiscono alla malnutrizione negli anziani ospedalizzati. I pasti ricettati, l’uso dei farmaci e i cambiamenti ambientali possono influenzare l’appetito e gli apporti nutrizionali. Il cibo ospedaliero e la terapia dietetica (p. es., diete iposodiche) sono poco pratiche e spesso poco appetibili. Mangiare in un letto d’ospedale con il vassoio, le posate e l’acqua lontano dalla facile portata é difficile, in particolar modo quando le barriere del letto limitano i movimenti. Spesso, prima che qualcuno arrivi per aiutare il paziente a mangiare, il cibo si é freddato ed é ancora meno appetibile. In aggiunta, se la dentiera é stata lasciata a casa o fuori posto, la masticazione può essere difficoltosa. Etichettare la dentiera aiuta a prevenire la perdita a volte anche sul vassoio del cibo.

  • Confusione mentale

Lo stato mentale dell’anziano può essere riassunto dalle proverbiali tre “D”: demenza, delirio e depressione. Un paziente anziano malato e confuso può mostrare uno o tutti e tre questi disturbi. I medici devono ricordare sempre che non tutti i pazienti anziani sviluppano la confusione e che la sua presenza richiede una valutazione approfondita e una diagnosi certa.

I pazienti possono anche diventare confusi per le procedure ospedaliere, il contesto (p. es., frequenti risvegli in uno strano contesto), gli effetti dei farmaci psicoattivi e lo stress indotto da un intervento chirurgico o dalla malattia. In terapia intensiva, la presenza costante di luce e rumore porta a uno stato di agitazione, ideazione paranoide ed esaurimento mentale e fisico per il paziente.

Va chiesto ai familiari di portare gli occhiali e gli apparecchi acustici. Un orologio e un calendario da parete possono aiutare a conservare l’orientamento del paziente. L’uso di mezzi fisici contenitivi é scoraggiato. Trattenere i pazienti agitati aumenta invariabilmente il loro livello di agitazione. Inoltre, é stato dimostrato che l’uso di mezzi fisici contenitivi aumenta il rischio di danno fisico, incluso il decesso. Barriere al letto e sulla sedia, talvolta, servono come mezzi contenitivi. L’uso di barriere per il letto aumenta il rischio di cadute e di lesioni. Quando il rischio di cadute é significativamente elevato, i letti devono essere messi a una altezza minima dal pavimento, a meno che l’altezza del letto debba essere momentaneamente elevata per esami o altre procedure.

  • Reazioni avverse ai farmaci

Reazioni avverse ai farmaci si verificano fin nel 36% dei pazienti ospedalizzati e, di solito, sono associate a terapie farmacologiche multiple, che aumentano quanto più il paziente invecchia.

  • Incontinenza

più del 40% dei pazienti ospedalizzati con é 65 anni diventa incontinente a livello vescicale o intestinale, molti entro un giorno dal ricovero ospedaliero.

Con una diagnosi e una terapia appropriate, la continenza può essere ristabilita

  • Ulcere da decubito

Ulcere da decubito compaiono spesso nei pazienti anziani ospedalizzati (Vedi: “Ulcere da decubito”.). Con l’età, l’epidermide e il derma diventano più sottili, la vascolarizzazione diminuisce, il ricambio epidermico rallenta e il grasso sottocutaneo viene perso. La pressione diretta può causare necrosi cutanea in meno di 2 h se la pressione é maggiore di quella di perfusione dei capillari pari a 32 mm Hg. Durante una tipica visita in pronto soccorso, il tempo che il paziente anziano trascorre seduto é più lungo del tempo richiesto per sviluppare ulcere da decubito. Dopo brevi periodi di immobilizzazione, la pressione sacrale raggiunge i 70 mm Hg e la pressione sotto un tallone senza supporto varia intorno ai 45 mm Hg. Forze a strappo si verificano quando il paziente seduto su una sedia a rotelle o portato al letto scivola verso il basso. L’incontinenza, una cattiva alimentazione e le malattie croniche possono contribuire allo sviluppo di ulcere da decubito.

Inserire immediatamente il paziente in un protocollo di prevenzione e terapia aiuta a diminuire la morbilità. Tali protocolli, in genere, devono essere iniziati all’ingresso.

  • Cadute

Con la completa inattività, la forza muscolare diminuisce di circa il 5% al giorno e la riduzione della forza muscolare spesso porta alle cadute

  • Riabilitazione

La riabilitazione spesso é necessaria nei pazienti anziani decondizionati a causa del prolungato riposo a letto, che é raramente giustificato.

Per una persona anziana che ha riserve fisiologiche ridotte, ma che può ancora effettuare le attività quotidiane, come camminare, farsi il bagno e la toeletta, la perdita accelerata della forza muscolare e della capacità aerobica, perfino dopo pochi giorni di riposo a letto, può determinare una perdita prolungata delle attività indipendenti. Anche se la perdita é reversibile, la riabilitazione richiede interventi importanti e costosi dal momento che la rieducazione richiede più tempo del decondizionamento.

A meno che non sia proibita per una ragione specifica, l’attività, in particolar modo la deambulazione, é incoraggiata.

  • Solitudine

Fonte:http://www.msd-italia.it/altre/geriatria/sez_1/sez1_11a.html

Facebookgoogle_plusmail