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Diritti per chi lavora e ha un anziano non autosufficiente a carico

Non è facile lavorare, avere un anziano o un familiare malato a casa e non potersi permettere una badante a tempo pieno. Ma esistono delle agevolazioni di cui si può usufruire per poter assistere il proprio caro, a seconda del tipo di impiego del lavoratore (se pubblico o privato) e in base al reddito.

I lavoratori statali, ad esempio, possono avere, a certe condizioni, un bonus mensile fino a poco più di 1.000 euro al mese. Quelli pubblici e privati hanno diritto ad un monte ore di permessi garantito dalla Legge 104 (con qualche recente novità per gli statali). Ma è anche possibile chiedere l’anticipo della pensione tramite l’Ape agevolata, sempre a certe condizioni.

Oltre ai permessi riconosciuti dalla Legge 104 per i lavoratori dipendenti, c’è la possibilità di beneficiare di un congedo retribuito di 2 anni nell’arco di tutta la vita lavorativa per assistere un familiare anziano con handicap grave (ad esempio la malattia di Alzheimer). Per usufruire di questo congedo l’anziano non deve essere ricoverato a tempo pieno e chi lo richiede deve avere una comune residenza con il familiare da assistere.

Chi ha un familiare anziano a casa con problemi di disabilità può usufruire anche dell’Ape agevolata, cioè della pensione anticipata ma solo se chi la richiede ha maturato 30 anni di contributi.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, oltre la Legge 104, esiste un progetto Inps chiamato Home Care Premium per l’assistenza di un familiare anziano. Questo progetto comprende un contributo economico mensile e un servizio di assistenza alla persona erogata da enti pubblici che ne abbiano competenza.

Tra i diritti di chi ha un familiare anziano c’è anche quello di poter percepire un’indennità di accompagnamento, cioè una prestazione assistenziale spettante agli invalidi civili totali che non possono deambulare senza l’aiuto di una persona e che non riescono a compiere gli atti della vita quotidiana (mangiare, lavarsi, ecc.) senza un aiuto continuo. La cifra corrisposta (variabile di anno in anno) non dipende dal reddito ed è esente da Irpef, è cioè non tassata e non deve essere dichiarata nella denuncia dei redditi.

Fonte: www.laleggepertutti.it; www.laleggepertutti.it/159599_i-diritti-di-chi-ha-un-familiare-anziano

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