Facebookgoogle_plus

hand-3188288_1920-1024x682

Diversi studi hanno dimostrato l’efficacia della terapia riabilitativa nelle persone con demenza adottando un approccio multidisciplinare ed utilizzando delle strategie che si adattino alle esigenze del paziente in base al grado di compromissione cognitiva.

Demenza e disturbi motori
Il corso della malattia è caratterizzato dalla progressiva perdita delle abilità cognitive e da una graduale riduzione delle abilità motorie, con aumentato rischio di cadute e perdita di autonomia.
Nonostante il progressivo deterioramento delle funzioni cognitive ed in particolare della memoria, studi di letteratura hanno dimostrato che i pazienti con demenza possono apprendere nuove competenze ad esempio nel contesto della memoria procedurale, ovvero ad un livello automatico, iperappreso ed inconscio. Gli studiosi hanno ipotizzato che i soggetti con deterioramento cognitivo possano trarre beneficio dalla riabilitazione motoria perché essa si basa su un riallenamento di competenze contenute a livello di memoria procedurale, funzione che spesso rimane intatta anche quando altre aree cognitive sono compromesse.
Nel lavoro con i pazienti affetti da demenza, per garantire una maggiore collaborazione nel trattamento riabilitativo, è fondamentale individuare attività task-oriented, ovvero attività note di vita quotidiana che indirettamente prevedano al loro interno l’esecuzione degli obiettivi riabilitativi. Oltre all’utilizzo di attività familiari è fondamentale introdurre delle strategie volte a by-passare i disordini cognitivi in relazione al grado di decadimento cognitivo (demenza lieve, demenza moderata, demenza severa).
La riabilitazione della persona con demenza richiede un approccio multidisciplinare basato sulla comunicazione attiva con la persona, con la creazione del contatto con il paziente per migliorare la compliance al trattamento. Il percorso riabilitativo va calibrato su misura per le esigenze del paziente, ricorrendo a strategie adattative e compensative che mirano al recupero funzionale. L’ottica interdisciplinare rappresenta la modalità più efficace per raggiungere gli obiettivi preposti. All’interno di questo percorso è fondamentale riconoscere l’importanza della presenza dei familiari che rappresentano il principale supporto per l’anziano non autosufficiente.

Fonte
I Luoghi della Cura
https://goo.gl/ZyydN7

Facebookgoogle_plusmail